Non c’è dubbio che ormai siamo in guerra. No, non sto alludendo allo scenario politico internazionale, alla minaccia atomica del dittatorello nordcoreano o alla guerra dell’Isis agli “infedeli”. Sto parlando di una guerra più silenziosa, non ufficiale, una guerra “fredda” ma evidente da che il più scottante tema medico di tutti i tempi, le vaccinazioni coi loro risvolti politico- istituzionali, ha delineato due acerrime fazioni: quella di chi vorrebbe trasparenza, obiettività e completezza di informazione su un tema particolarmente controverso, e l’altra di chi vorrebbe imporre una pratica generalizzata in nome di una presunta oggettività scientifica e che per questo non accetta per principio discussioni in merito. Analizziamo la questione.

 

I dogmi della scienza

Non a caso infatti ho detto “tema particolarmente controverso”, e non “dibattuto”, perchè in effetti è evidente la mancanza di un dibattito, come sarebbe logico aspettarsi in casi del genere per un’ovvia questione di par condicio: tutti i media principali, senza eccezione, nella loro sfacciata faziosità sono sintonizzati sullo stesso monologo tenuto da chi ha il potere di controllare l’informazione.

Niente contraddittorio dunque. Perché? Ma è ovvio: perché la scienza non si discute e chi non ha competenza non ha diritto di parlare, giusto? “La scienza non è democratica” è il nuovo slogan che ormai viene ripetuto come un mantra da che infuria la polemica.

Sono personalmente molto indignato e nauseato per quella che si presenta senza dubbio come una grave scorrettezza, una vera prevaricazione degna di un regime totalitario e una solenne presa in giro del pubblico in generale, perciò la notizia della messa in rete proprio in questi giorni di una eccezionale serie americana di documentari di controinformazione sulle vaccinazioni, “The Truth About Vaccines” (La verità sui vaccini) – che capita evidentemente proprio a fagiolo durante la bufera mediatica sollevata dal convegno del deputato Zaccagnini, “Vaccini: l’altra verità“, e quella suscitata dal programma “Report” sul vaccino contro il Papilloma virus – mi ha dato l’occasione e lo stimolo per dire la mia sull’infuocato tema.

Le persone ragionevoli e dotate di un minimo di cognizioni scentifiche lo hanno capito da sole, perciò non pretendo di aver scoperto l’America, ma certi concetti non è mai troppo ribadirli, e saperli presentare a chiunque accetti un confronto spassionato su questo tema è di importanza determinante.

La cosa che più mi dà fastidio in questa faccenda è far passare chiunque abbia da obiettare sui vaccini per antiscientifico, oscurantista, retrogrado, ignorante, sprovveduto, disinformato, incosciente e chi più ne ha più ne metta. Insomma considerare eretico chiunque osi anche solo insinuare un dubbio su ciò che è convenzionalmente ritenuto vero e giusto, e censurare qualunque forma di dissenso, qualunque ipotesi che metta in discussione i dogmi della scienza ufficiale, confermando in pieno ciò che affermava il dr. Robert Mendelsohn già negli anni ’80 nel suo “Confessions of a Medical Heretic” (Confessioni di un medico eretico, non disponibile in italiano, n.d.r.) nell’equiparare la medicina ufficiale a una religione, avendo, come ogni religione che si rispetti, i suoi dogmi su cui non è consentito discutere.

Infatti medici ed autorità istituzionali ad ogni insinuazione e in ogni occasione non fanno che ripetere automaticamente, immancabilmente che i vaccini sono necessari, sicuri e che le dicerie che li riguardano sono chiacchiere da bar, bufale da internet: affermazioni rassicuranti dunque quanto può esserlo la risposta dell’oste a chi gli chiede se il suo vino è buono. Ma noi dovremmo crederci sulla parola come atto di fede (“Ipse dixit“, come dicevano i Latini), altrimenti che religione sarebbe?

Quei farabutti, vigliacchi, collusi non ci pensano due volte a tacciare di incompetenza e inattendibilità chiunque osi fare dichiarazioni contrarie al loro credo (senza peraltro fornire controprove), anche se quasi sempre si tratta di personaggi dello stesso mondo scientifico, liquidandoli come ciarlatani e stregoni e rivendicando la necessità di un contraddittorio… ma solo quando fa comodo loro ( eh già… “‘Cca nisciuno è fesso!“, come si dice a Napoli).

La scienza non è democratica

Però stranamente nessuno trova da ridire quando la ministra della Sanità Lorenzin (e ora anche la Boldrini) si mette a perorare la pratica delle vaccinazioni e altre cose discutibili, pur sapendo che non è neppure laureata, come pure sulla scelta di personaggi pubblici che niente hanno a che fare con la scienza, come Mattarella e Renzi, a fare da testimonial per la campagna vaccinale, con l’evidente scopo di dare ancora più autorevolezza al messaggio (evidentemente quando è in pericolo la credibilità di tutto un sistema anche i politici possono opportunamente assurgere al ruolo di “tuttologi”).

Si parla sempre in nome della scienza, come se i medici e gli scienziati fuori dal coro che hanno il coraggio di sfidare le istituzioni fossero una insignificante minoranza o personaggi di serie B. Perciò, se questi medici e scienziati in quanto tali hanno evidentemente pari dignità dei loro colleghi favorevoli alla pratica in questione, come si può stabilire a priori che la ragione sta tutta dalla parte di questi ultimi? Qui la scienza non c’entra perché si tratta di un palese quanto inaccettabile atto di arroganza in piena regola che andrebbe denunciato.

Questo ci riporta così allo slogan “La scienza non è democratica, la scienza non si discute“. Ebbene si tratta, per dirla alla Paolo Villaggio, di “una boiata pazzesca”, un’affermazione indebita apparentemente ineccepibile e che per questo ha facile presa proprio su chi di scienza non capisce niente, ma da respingere categoricamente al mittente senza “se” e senza “ma”.

Qui non è mica in discussione la concezione copernicana dell’universo, ma dati suscettibili di contraffazione e malinterpretazione, come pure gravi omissioni. Ogni scienziato dovrebbe infatti sapere che

le uniche scienze esatte sono la matematica e la fisica, ergo tutto il resto sono teorie, più o meno fondate, accreditate quanto si vuole, ma pur sempre teorie e pertanto discutibili e mutevoli.

Dovrebbe anche sapere che le certezze assolute in medicina si possono contare forse sulle dita di una mano sola, e fra queste di sicuro non ci sono le vaccinazioni. Del resto il semplice divampare di questa polemica senza precedenti ne è la prova flagrante: niente nasce dal nulla e nessuno ha secondi fini da raggiungere impugnando una causa così scomoda. Nessuno mette in discussione che la terra impieghi 365 giorni per compiere una rivoluzione attorno al sole, né che sia questa a ruotare intorno all’astro luminoso, e non il contrario, mentre è normale dubitare e obiettare quando si tratta di una materia molto complessa, dove c’è ancora molto da capire e così gravida di implicazioni, come appunto l’immunologia o la genetica.

In secondo luogo affermare che la scienza non si discute sottintende ingenuamente che tutte le conoscenze che grazie alla ricerca vengono alla luce corrispondano in tutto e per tutto a quanto viene poi ufficialmente divulgato, quando anche i sassi sanno che l’informazione pubblica è controllata, manipolata, che la corruzione è ovunque e non vedo perché le istituzioni sanitarie dovrebbero esserne immuni, tanto più che il settore della salute è in assoluto il più lucroso.

E’ da tempo risaputo, per esempio, che le case farmaceutiche nascondono i risultati negativi delle loro ricerche per rendere noti solo quelli favorevoli quando si tratta di promuovere un nuovo prodotto, e sappiamo che non molti anni fa venne a galla lo scandalo delle compagnie del tabacco che avevano fatto pressione su ricercatori scientifici affinché sdrammatizzassero pubblicamente sui pericoli del fumo.

C’è bisogno di aggiungere altro?

Documentario “The Truth About Vaccines”

Perciò al dr. Burioni, il noto virologo strenuo paladino delle vaccinazioni, quando dice che l’industria farmaceutica avrebbe più interesse a non vaccinare perché guadagnerebbe di più coi farmaci necessari a curare le malattie cui si verrebbe esposti per la mancata vaccinazione, si potrebbe rispondere che si tratta di un’analisi semplicistica della questione.

Prima di procedere alla spiegazione però devo ricordare, come premessa, che a Big Pharma interessano solo due cose: che il paziente non muoia, perché se muore ovviamente ha finito di essere la sua gallina dalle uova d’oro, ma allo stesso tempo non deve guarire, dato che anche in questo caso perderebbe un potenziale cliente. Perciò ben venga qualsiasi rimedio atto a rimuovere i sintomi quel tanto che basta per continuare a farlo campare, ma che non impedisce al paziente di avere ricadute future o un’evoluzione della sua patologia.

Venendo dunque ai vaccini, molto semplicemente i casi sono due: o funzionano o non funzionano.

Nel primo caso, dato che generalmente le malattie per cui esiste il vaccino sono potenzialmente mortali, si assicurerebbe dunque la sopravvivenza del soggetto vaccinato, che per di più sarebbe poi esposto a tutti i possibili effetti collaterali del vaccino che la medicina ufficiale ovviamente non riconosce.

Nel secondo è evidente che, non essendo efficaci, ci sarebbero di conseguenza le malattie che i vaccini non sono stati in grado di prevenire, perciò in entrambi i casi l’industria farmaceutica ha la sua convenienza.

E a proposito del dr. Burioni, nel suo tentativo di smontare le varie accuse nei confronti dei vaccini ha affermato, fra l’altro, che le cause dell’autismo sono genetiche ma, da profano quale sono, mi sembra che qualcosa non torni: se le cause sono genetiche significa che una data caratteristica si trasmette passivamente di generazione in generazione e perciò la sua incidenza dovrebbe rimanere invariata… a meno che non intervengano altri fattori esterni, come ci insegna l’epigenetica. Dunque questa tesi non spiega l’iperbolico incremento di casi cui stiamo assistendo.

Ma a fronte di tutto questo schifo adesso vorrei invece spendere due parole per un evento assolutamente senza precedenti, la già menzionata serie di documentari, “The Truth About Vaccines“, messa in rete dal 12 al 19 aprile scorsi (una puntata al giorno di 75 minuti ciascuna) consistente in una vasta e capillare inchiesta “super-partes” sui vaccini con lunghe interviste a ben 54 esperti (!!!).

Il promotore, Ty Bollinger, che precedentemente aveva realizzato una fortunata serie analoga sul cancro, “The Truth About Cancer“, tiene a precisare che il documento non è né pro-vaccini, né anti-vaccini, ma si propone di fornire disinteressatamente e senza preconcetti ideologici tutta l’informazione oggi reperibile nel modo più oggettivo possibile sul controverso tema.

Insomma il messaggio che il documentario mi sembra voler trasmettere è che se vaccinare in alcuni casi può aver senso ed essere conveniente, per poter decidere liberamente il come e il quando è necessario avere un’informazione a 360° che finora non è mai stata disponibile (opinione da me condivisa).

Mi piacerebbe proprio vedere che faccia farebbe Burioni dopo aver visionato tutto questo enorme preziosissimo materiale inedito e sapendo che la trasmissione ha avuto un enorme successo (e naturalmente non c’è bisogno di essere un indovino per prevedere che a questo epocale evento mediatico nessuno dei mass media farà il minimo accenno).

La buona notizia è che la registrazione di tutte le puntate (più materiale extra) è ora disponibile in DVD il cui ricavato sarà in parte devoluto in beneficenza. Un documento dunque imperdibile per chiunque abbia veramente a cuore l’argomento; quella cattiva è che l’opera è in lingua originale e, come presumo, non sono nemmeno previsti i sottotitoli con traduzione.

Questi in estrema sintesi gli argomenti principali trattati nelle singole puntate:

  • 1: La storia dei vaccini, il vaiolo, la sicurezza dei vaccini, l’attuale programma dell’agenzia CDC (Centro di Controllo Malattie).
  • 2: Cosa c’è in un vaccino? Sono efficaci i vaccini? E la polio?
  • 3: Un’analisi in profondità dei vaccini per morbillo, orecchioni e rosolia e per difterite, tetano e pertosse.
  • 4: Influenza, vaccini antinfluenzali, contro il pneumococco e l’immunità di gregge.
  • 5: Sotto esame il vaccino per il papilloma virus e quello per l’epatite B, la sindrome della morte improvvisa e del bambino scosso.
  • 6: Un’occhiata al CDC e a come governo e industria fanno sempre più affermazioni false per screditare scienziati che sollevano domande su certe politiche; inoltre vaccini per la varicella, rotavirus e retrovirus.
  • 7: Immunità naturale, omeoprofilassi e libertà di scelta.

Un clima da Inquisizione

Prima di concludere non posso esimermi dal menzionare la brutta notizia della radiazione dall’albo dei medici del dr. Gava, il più famoso obiettore della pratica vaccinale in Italia, che ho appreso proprio mentre stavo ultimando questo post.

Che dire? Si tratta di un gravissimo episodio che non può che confermare alla grande il clima da Inquisizione in cui ci troviamo da me appena illustrato. Con questa caccia alle streghe appena iniziata siamo ormai sull’orlo della guerra civile, la cui sola alternativa non può essere altro che intensificare come non mai l’impegno nel fare controinformazione.

Al coraggioso medico va tutta la mia sincera solidarietà e l’augurio che i suoi avvocati riescano a far annullare la vile sentenza.

Chiudo con una frase tratta da “Bambini sani senza medicinali” del dr. Robert S. Mendelsohn, probabilmente il medico più scomodo della storia per le sue spietate critiche alle pratiche ortodosse della medicina moderna. Egli afferma:

Non esiste alcuna prova scientifica convincente del fatto che si possa attribuire alle vaccinazioni di massa l’eliminazione di alcuna malattia infantile. È vero che alcune malattie infantili, un tempo assai diffuse, sono diminuite o scomparse da quando sono state introdotte le vaccinazioni. Ma nessuno può affermare con certezza la causa, che potrebbe essere il generale miglioramento del tenore di vita. Se le vaccinazioni fossero la causa della scomparsa di queste affezioni, ci si potrebbe domandare come mai siano scomparse contemporaneamente anche in stati, come l’Inghilterra, dove la vaccinazione di massa non è obbligatoria.

Dott. Robert S. Mendelsohn, (Professore aggregato presso il dipartimento di Medicina Preventiva e di Salute Pubblica della scuola di medicina Abramo Lincoln dell’Università dell’Illinois; articolista dell’albo nazionale giornalistico “The People’s Doctor”, Direttore medico presso l’Ospedale Americano Internazionale di Zion, nell’Illinois; Ex-Direttore Nazionale del servizio di consulenza medica, progetto Head Start; Ex-Presidente della Commissione d’Esame per l’Esercizio della Medicina nello stato dell’Illinois.)

 di Michele Nardella

 

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Michele Nardella
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Mi definisco un tipo assolutamente al di fuori di ogni stereotipo, perciò non trovo per niente facile descrivermi. Volendo sintetizzare al massimo potrei dire che sono un osservatore critico della vita e dei suoi misteri, che suscitano in me allo stesso tempo inquietudine, paura e curiosità.
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I problemi di salute che mi hanno accompagnato fin da giovanissimo mi hanno portato ad aprirmi alla conoscenza e a sviluppare via via una maggiore consapevolezza. Mi sono così avvicinato agli approcci alternativi e alla meditazione trascendentale fino ad aprire un blog per condividere i miei interessi.