«Il pensiero è l’unico potere in grado di produrre ricchezza tangibile a partire dalla Sostanza Informe. Il materiale a partire dal quale tutte le cose sono formate è una sostanza che pensa, e un pensiero di forma all’interno di questa sostanza produce la forma». Wallace Wattles

Riassunto e analisi del capitolo 4 del libro “La scienza del diventare ricchi” di W.Wattles.

Pensare in un certo modo

Nel riassunto del capitolo precedente, abbiamo parlato di opportunità, aspetto che ha relazione con le leggi “esterne” del denaro, in particolare con la conoscenza degli affari possibili e valutabili in un determinato contesto sociale e storico. Questi sono sono aspetti essenziali ma non sono tutto.

Come ci sono leggi “esterne” della ricchezza, esistono anche leggi “interne” altrettanto importanti. Come possiamo notare dalle parole introduttive del capitolo 4 del libro di Wallace Wattles, riportate nell’introduzione di questo articolo, queste leggi hanno a che fare con la mente, o per meglio dire, con l’atteggiamento mentale. Per dirla in altre parole “non basta essere nel posto giusto al momento giusto. Occorre essere la persona giusta nel posto giusto al momento giusto.

Wallace Wattles descrive magistralmente questo fondamentale concetto:

Ho detto che gli uomini diventano ricchi facendo le cose in un Certo Modo. Per far questo, essi devono divenire capaci di pensare in un Certo Modo. Il modo in cui un uomo fa le cose è il risultato diretto del modo in cui egli pensa le cose. Per fare le cose nel modo in cui volete farle, dovete acquisire la capacità di pensare nel modo in cui volete pensare. È questo il primo passo verso il raggiungimento della ricchezza, il primo principio della scienza del diventare ricchi.

Dovremmo porci seriamente queste domande: chi sono? Qual’è il mio modo di pensare in relazione alla ricchezza? Quali sono le mie convinzioni? Ritengo realmente di meritare la ricchezza? Quanta fiducia ho in me stesso?

Uno dei concetti più straordinari di questo capitolo è:

In ogni uomo è naturale e implicito il potere di pensare ciò che vuole pensare, ma ciò richiede molto più impegno rispetto al pensare i pensieri suggeriti dalle apparenze. Pensare seguendo le apparenze è facile. Pensare la verità senza lasciarsi condizionare dalle apparenze è impegnativo e richiede l’impiego di una quantità di energia maggiore di quella richiesta da qualsiasi altra opera un uomo possa compiere.

Saper pensare oltre le apparenze

Pensare seguendo le apparenze è estremamente facile ma anche tremendamente pericoloso. Ognuno di noi ha un termostato interno che ha relazione con le proprie aspettative finanziarie. Spesso i valori su cui impostiamo la “temperatura” sono determinati dalle notizie, dai mass media e da una certa sub cultura del denaro che abbiamo ereditato dai nostri avi.

Come afferma Harv Eker nel libro “I segreti della mente milionaria” «…la stragrande maggioranza delle persone ha il termostato finanziario impostato sulle migliaia di euro, non sui milioni. Altre addirittura sulle centinaia, nemmeno sulle migliaia, e altre ancora il cui termostato finanziario e fisso su meno zero». In realtà la maggior parte degli individui non esprime appieno il proprio potenziale finanziario a causa di posizioni o atteggiamenti depotenzianti.

Il problema dei pensieri o degli atteggiamenti depotenzianti è che sappiamo essere molto costanti e coerenti nel formularli; ce li portiamo dietro da una vita. E se mai capita di abbozzare un pensiero che vada nel senso opposto, esso dura ben poco. Wallace Wattles sottolinea proprio questo problema:

Non esiste un lavoro che la maggior parte delle persone cerca di evitare tanto quanto quello di pensare in maniera costante e coerente. Sembra il lavoro più difficile del mondo. Ciò vale soprattutto quando la verità è contraria alle apparenze. Ogni apparenza nel mondo visibile tende a produrre una forma corrispondente nella mente che la osserva… Ciò può essere evitato soltanto mantenendo il pensiero della VERITÀ… Quindi dobbiamo afferrare la verità che ogni pensiero, mantenuto in questa sostanza, diviene una forma, e che l’uomo può imprimere i suoi pensieri su tale sostanza fino a far sì che essi prendano forma e divengano cose visibili.

Allora è il caso di riflettere su questo punto: immaginate un albero con i suoi frutti. Nella vita i nostri frutti si chiamano risultati. Guardiamo i frutti e non ci piacciono: o non ce n’è a sufficienza, o sono troppo piccoli o non hanno un buon sapore. Allora che cosa tendiamo a fare? Ci concentriamo sui frutti, i risultati, senza porci la domanda: che cosa genera questo tipo di frutti? I semi e le radici. E’ quello che si trova sotto terra a detrminare ciò che si trova sugli alberi, quello che è invisibile a generare quello che è visibile. Cosa significa questo? Significa che, se vogliamo cambiare i frutti, per prima cosa dovremmo guardare alle radici, se vogliamo cambiare quello che è visibile, dovremmo innanzi tutto cambiare ciò che è invisibile.

Pensando alla forma di una quercia che cresce lentamente, essa si muove in armonia con tale pensiero e produce l’albero, anche se per compiere tale opera ci vogliono dei secoli… Ogni pensiero di forma, mantenuto nella Sostanza Pensante, provoca la creazione della forma…

La nostra società da, per cultura, troppa importanza alle cose che si vedono, e da queste trae tutti i suoi paradigmi. Quella fisica è solo una delle quattro fondamentali dimensioni che caratterizzano la nostra esistenza: le altre tre sono la dimensione mentale, quella spirituale e quella emozionale. Il mondo fisico è semplicemente una rappresentazione di questi tre, come se fosse una stampa determinata da un file.

Alla luce di ciò, acquistano ancor più significato queste parole:

Soffermarsi sull’apparenza della malattia produrrà la forma della malattia nella vostra mente e, alla fine, nel vostro corpo, a meno che non manteniate il pensiero della VERITÀ, ovvero che la malattia non esiste. Si tratta solo di un’apparenza, mentre la realtà è la salute. Soffermarsi sulla parvenza di povertà produrrà forme corrispondenti nella vostra mente, a meno che non manteniate il pensiero che non esiste la povertà: c’è solo l’abbondanza.

Esercizi per la mente

A questo punto Wallace Wattles propone un mantra suddiviso in tre parti:

Esiste una Materia Pensante a partire dalla quale tutte le cose vengono create, e che, nel suo stato originario, permea, penetra e riempie gli spazi vuoti dell’universo.

Un pensiero, in questa sostanza, produce la cosa immaginata dal pensiero stesso.

L’uomo può formare le cose nel suo pensiero e, imprimendo il suo pensiero sulla Sostanza Informe, può determinare la creazione della cosa da lui pensata.

In effetti se vogliamo sviluppare un certo modo di pensare, costante e coerente, è necessario intraprendere delle strategie, anche atraverso degli esercizi mentali. A questo riguardo raccomando caldamente il libro di Harv Eker “I segreti della mente milionaria”. In questo libro vengono proposti 17 file della ricchezza da studiare e ripetere costantemente, come degli esercizi per resettare il proprio programma mentale in relazione alla ricchezza.

E’ necessario programmare delle strategie perché, come dice Wallace Wattles, sviluppare il giusto atteggiamento richiede forza e potere:

Pensare la salute quando si è circondati dalle apparenze della malattia, oppure pensare la ricchezza in mezzo alle apparenze della povertà, richiede potere. Ma chi acquisisce questo potere diventa una MENTE SUPERIORE. Può controllare il destino, può avere tutto ciò che vuole.

In altre parole, l’unico modo per cambiare la temperatura del nostro benessere finanziario è quello di reimpostare il termostato finanziario in modo permanente e definitivo, ossia il nostro modello mentale del denaro.

Il prossimo articolo basato sul 5° capitolo sarà intitolato: Accrescere la vita

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 di Luigi Maffeo

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Luigi Maffeo
Web Master/Redattore Irbuk | + posts

L'amore principale della sua vita? La musica, quella eterna, il fantastico mondo dei suoni donatoci da gèni immortali. La catalogazione della sterminata conoscenza che rende indescrivibilmente ricco questo mondo è sempre stata un'altra delle sue mania, perché l'ordine favorisce l'appropriazione e agevola l'apprendimento dell'infinita materia di studio.

Ha una moglie che adora ed una bimba che ama alla follia. Se dovesse andare su un'isola deserta con la possibilità di portarsi dietro solo due libri, non avrebbe dubbi: La Bibbia e La Divina Commedia. Due persone? Provate ad indovinare. Un disco? Nella Quinta di Mahler c’è tutto! Cercherà sempre di guardare oltre il muro che impedisce di vedere la libertà!